Esperienze

Museo del Vino di Caldaro: storia e cultura del vino

Se vi capita di passare tra Trento e Bolzano, non potete assolutamente saltare la visita al famoso Museo del Vino di Caldaro. Che all’apparenza può sembrare piccolo, ma in realtà si estende sottoterra per regalarci un interessante spaccato sulla vitivinicoltura del Sud Tirolo. La struttura fu la cantina delle decime della signoria di Caldaro-Laimburg.

Il museo si trova nel centro storico di Caldaro. Aperto dal 1 aprile all’11 novembre, tutta la settimana: trovate gli orari sul sito di cui vi lascio il link. L’ingresso costa 5,00 € per gli adulti, ma sono disponibili riduzioni per gruppi, famiglie e scolaresche. Trovate tutto sempre sul sito.

All’ingresso si trovano cenni di storia, con riferimenti a tradizioni locali sia religiose (come dipinti, calici per l’eucarestia, statue) che storiche ed archeologiche (manoscritti, antichi reperti, tracce di vigne antichissime). A ciò si aggiunge un piccolo vigneto privato con vista, che presenta alcune varietà tipiche della zona come la Bozner Seidentraube (uva fragola bianca).

Tradizione a portata di mano

Vicino alla porta che permette l’accesso al vigneto troviamo una riproduzione in cera del Saltner – ne abbiamo parlato nell’articolo sul Percorso enodidattico tra Cortaccia e Magrè. I Saltner erano i guardiani dei vigneti: vivevano in loco e avevano il compito di scacciare animali e ladri. Il loro abbigliamento, oggi considerato molto buffo, aveva proprio lo scopo di incutere timore: ecco il perchè di piume, pellicce e denti di animale.

Da queste stanze introduttive parte il vero percorso che si addentra sempre più nella storica ex-cantina, con vetrate colorate, stanze enormi e ricche di strumenti, botti, carretti, cassette. La parte più interessante sono le enormi botte alte quasi tre metri (occhio e croce) dalle quali si respira storia e tradizione. Scendendo le scale si giunge a quella che era la cantina privata costruita nel 1880 dal barone Di Pauli, un piccolo scrigno pieno di piccole botti accatastate.

Il percorso è semplice ed intuitivo, anche senza guida è facile orientarsi e conoscere cose nuove grazie ai pratici cartelli esplicativi vicino ad ogni elemento. Si aggiunge a tutto questo una piccola stanza con televisore dove visionare alcuni documentari di approfondimento su diverse tematiche della vitivinicoltura della zona.

Diversi souvenir, come ogni museo che si rispetti, sono acquistabili all’ingresso. Io ho scelto delle meravigliose stampe di vitigni acquarellati: giusto per portarmi a casa un pezzo di Sud Tirolo.

 

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