Visite in Lombardia

Ca’ dei Frati da sempre in Lugana – e nelle nostre cantine

Giusto il giorno prima di mollare tutto per la mia laurea ho avuto l’onore di visitare con la dolcissima Maria Chiara un’istituzione della Lugana: Ca’ dei Frati. Una realtà tanto bella quanto immensa, che ha saputo crearsi una reputazione molto alta, mantenendola nel tempo con prodotti di elevatissima qualità.

Ca’ dei Frati: la storia

Oggi la famiglia Dal Cero è alla quarta generazione di viticoltori. E’ Felice Dal Cero nel 1939 a lasciare per primo il veronese e piantare le viti nei primi possedimenti in Lugana. Il 2019 sarà per questo l’80ma vendemmia dell’attività, portata avanti con lungimiranza e intraprendenza.

Ad oggi, Ca’ dei Frati presenta 200 ettari di proprietà e 40 ettari in affitto. La bottiglia, riconoscibile a vista d’occhio, è stata realizzata dal papà di Maria Chiara, Igino, con lo stemma dei Frati Carmelitani Scalzi: coloro che, nel Quattrocento, abitavano la struttura. L’unico stemma superstite si trova proprio nel nucleo originale dell’edificio, che oggi vede quasi conclusa la seconda opera di ampliamento.

Visita, curiosità ed altre informazioni

La mia visita è stata piacevolissima: Maria Chiara è una padrona di casa eccezionale, e racconta la storia della cantina con tutto l’amore che una figlia/nipote può provare per il lavoro della propria famiglia. Una visita piacevole anche per la vicinanza di età che ci unisce, oltre agli studi e agli interessi comuni.

La cosa che mi ha affascinato di più di tutta la struttura è stata la capacità di unire, in modo egregio, antico e moderno. Le stanze di nuova costruzione, la barricaia in primis, trasudano un non so che di mistico ed etereo, complici anche i vetri finemente decorati che dividono le diverse zone e nascondono i macchinari super tecnologici. Alla barricaia si accede attraverso un corridoio affrescato: una volta entrati, gli occhi si perdono lungo le file di barrique che custodiscono quasi tutti i vini dell’azienda.

Oltre ai vigneti in Lugana, la famiglia possiede 11 vigneti in Valpolicella, da cui appunto deriva il loro Amarone Pietro Dal Cero. Nonostante io li conoscessi per il rosso Ronchedone, mi trovo per amore personale ammettere di non aver mai assaggiato un bianco buono quanto il Pratto: Turbiana, Chardonnay e Sauvignon Blanc danno vita ad un vino dai sentori tropicali che non stanca. Menzione d’onore per il Rosè Brut, che ho scelto come vino per festeggiare la mia laurea (versione magnum, una meraviglia).

Le visite possono essere prenotate telefonicamente o via mail: 030 919468 oppure info@cadeifrati.it, dal lunedi al sabato mattina. Vi lascio comunque il link al sito per dare un’occhiata!

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